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25 apr 20263 min

Come un set LEGO: Hoxell e l’arte di organizzare i campeggi, mattoncino dopo mattoncino

Nel mondo dei campeggi, dove tutto è connesso ma spesso gestito in modo frammentato, serve un approccio più fluido e coordinato. In questa intervista, Davide Bernasconi racconta Hoxell partendo da una metafora semplice: quella dei LEGO, dove ogni pezzo funziona solo se si incastra con gli altri. Il risultato è un modo diverso di organizzare il lavoro, più chiaro, più veloce e più umano.

Davide, partiamo da una curiosità: è vero che sei un appassionato di LEGO?

Assolutamente sì. E non è solo una passione infantile rimasta lì nel tempo. È un modo di pensare. Non puoi improvvisare: se un pezzo è fuori posto, l’intera costruzione traballa. È esattamente quello che succede in un campeggio. Ecco perché uso spesso questa analogia quando racconto Hoxell, perché i LEGO spiegano meglio di mille slide cosa intendiamo per flessibilità. Ogni mattoncino ha una funzione precisa, ma da solo non serve a nulla. Solo se si incastra con gli altri crea qualcosa di utile. Così funziona anche un campeggio: reception, manutenzione, pulizie, animazione, ristorazione... Tutto è interconnesso. Se un pezzo manca o è fuori posto, si rompe l’equilibrio.

E Hoxell è nato per evitare proprio questo?

Esatto. Quando ho iniziato a coordinare lo sviluppo di Hoxell, avevo in mente una piattaforma che non stravolgesse l’operatività, ma che si incastrasse nei flussi reali di ogni struttura. Non solo hotel, ma anche campeggi, glamping, villaggi. Realtà molto diverse, ma con un denominatore comune: la complessità quotidiana. L’obiettivo era (ed è) semplificare. Eliminare frizioni tra reparti, migliorare la comunicazione, ridurre il caos. In una parola: fluidità.

Molti gestori di campeggi ci dicono che ancora oggi si lavora con fogli stampati e telefonate. È così?

Spessissimo. Ogni mattina parte la stampante con turni, guasti, arrivi e partenze. Poi iniziano i messaggi su WhatsApp, le chiamate tra reception e housekeeping, le corse per trovare qualcuno. Un sistema che regge solo finché va tutto liscio. Ma basta una pioggia improvvisa o un cliente che cambia piazzola all’ultimo minuto, e salta l’equilibrio. Hoxell è pensato per restituire controllo. E serenità.

In che modo?

Connettendo in tempo reale chi lavora sul campo: reception, manutentori, addetti alle pulizie, responsabili di reparto. Tutti vedono solo le informazioni rilevanti, quando servono. Niente più appunti, telefonate, walkie-talkie. L’interfaccia è così intuitiva che anche chi non ha mai usato un tablet può sentirsi a suo agio in mezz’ora. Il nostro obiettivo non è complicare i mestieri, ma renderli più efficaci.

E l’integrazione con gli altri sistemi gestionali del campeggio?

È cruciale. Hoxell si interfaccia con i principali sistemi progettati per il mondo dell’open air, permettendo una sincronizzazione in tempo reale dei flussi operativi. Quando un ospite lascia una piazzola o una mobile home, lo stato viene aggiornato istantaneamente: le attività di pulizia, manutenzione o controllo qualità partono subito, assegnate alla persona giusta, con le informazioni corrette. Questo significa meno errori, meno attese e maggiore efficienza. Ogni operazione è tracciata, non per esercitare controllo, ma per leggere meglio la realtà quotidiana, individuare margini di miglioramento e fare scelte più consapevoli.

Parli spesso di microdati. Cosa significa, in pratica?

Significa passare dalla gestione a sensazione alla gestione informata. Non servono big data astratti. Servono dati operativi: sapere che le piazzole vicine ai bagni richiedono più pulizia, o che il sabato servono due manutentori in più. Stiamo già integrando sistemi predittivi che aiutano a pianificare in modo intelligente. Ma la decisione resta sempre all’umano: è il cuore del nostro approccio human-in-the-loop.

Che effetto ha tutto questo sulla cultura organizzativa?

Profondo. Hoxell non è solo un software, ma un modo diverso di vivere l’operatività. Chi lo adotta non torna indietro. Anzi, lo richiede anche in nuove strutture. Cambia la percezione del lavoro: più collaborazione, meno stress, più tempo per ciò che conta davvero. Succede anche fuori dall’ospitalità (più o meno) tradizionale. In un ospedale, ad esempio, ha migliorato i tempi di risposta e la sicurezza operativa. Stesse logiche, stessi vantaggi.

E il campeggio? Come cambia, concretamente?

Diventa più fluido, più silenzioso. Più umano, paradossalmente. Perché quando ogni reparto è allineato, ogni attività tracciata, ogni informazione condivisa, le persone possono concentrarsi su quello che davvero fa la differenza: l’ospite. Un cliente abituale riconosciuto, un problema risolto prima che venga segnalato, una piazzola preparata come richiesto. Ecco cosa rende un soggiorno memorabile.

In sintesi?

Hoxell è come un set LEGO per il tuo campeggio: flessibile, modulare, solido. Ti aiuta a mettere ordine nel disordine, senza stravolgere quello che già funziona. Ma soprattutto, ti ricorda una cosa essenziale: nell’ospitalità open air, non esistono ruoli minori. Ogni persona è un nodo vitale della rete. E quando tutto si incastra, l’esperienza dell’ospite diventa davvero indimenticabile.



 

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